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I ragazzi della Seconda A della scuola secondaria di Villa d'Almè indirizzano al Corriere della Sera una lettera alla mamma di Matteo, il ragazzo torinese tormentato dai compagni di scuola e suicidatosi nel mese di aprile. L'iniziativa rientra nel percorso di educazione all'affettività avviato con la classe dalla professoressa d'italiano Vilma Mazzoleni e centrato sulle prese in giro e sulle prepotenze di natura verbale. 26/05/2007
"Carissima Signora Priscilla,
siamo dei ragazzi della provincia di Bergamo e frequentiamo la seconda
media.
Ci sentiamo afflitti per quanto è successo e proviamo tristezza
anche per i fatti che continuamente accadono nelle scuole a causa della
derisione di alcuni verso altri.
Il fenomento del bullismo e dello scherzare pesantemente, non è
sempre preso sul serio e spesso tali atteggiamenti sono considerati solo
delle ragazzate.
Purtroppo la vostra non è l'unica scuola in cui i compagni deridono
quelli ritenuti più fragili e diversi, semplicemente perchè
non conformi ai modelli più frequenti.
La nostra classe stessa non ne è esente; anche noi a volte abbiamo
scherzato pesantemente dei nostri compagni e oggi ci sentiamo un po' in
colpa e anche un po' spaventati per gli effetti che avremmo potuto creare.
Ma ne stamo parlando e pian piano le divergenze si stanno risolvendo.
"Io mi chiamo Hinf e sono marocchina, ma i miei compagni mi trattano
bene, infatti siamo molto amici nonostante alcuni litigi che discutendone
poi risolviamo."
Avremmo gradito essere amici di Matteo perchè dalla foto vista
sui giornali ci sembra un ragazzo simpatico e vivace.
Concludiamo dicendole che in mezzo a tanti studenti corretti e scorretti,
ci siamo anche no della seconda A che con fatica ci stiamo orientando
verso l'obiettivo di creare relazioni più affettuose e sincere.
Cara Priscilla
forse giungiamo un po' in ritardo, ma le siamo a nostro modo vicini. Sia
forte di fronte a questo grande dolore e la conforti la nostra fatica
e voglia di crescere bene.
Con affetto, la seconda A